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L’abbigliamento in barca non è questione di stile, né di marchi (non sempre, almeno) o mode. Vestirsi per affrontare mare, sole e vento (e manovre di bordo) è una questione di sicurezza che alcuni non sanno e molti dimenticano.

Avere addosso i capi adeguati significa innanzitutto non avere problemi di insolazioni, o freddo, e magari significa anche non sfracellarsi un piede contro uno stopper. Di conseguenza, significa non creare problemi al comandante o al resto dell’equipaggio.

Indossare cappellini con una visiera (Cappellino Classic (osculati.com)) oppure occhiali, meglio se con lenti polarizzate, significa quasi sempre vederci meglio, con tutte le conseguenze del caso. E così via. Insomma, salire in barca e mollare gli ormeggi significa anche farlo con l’abbigliamento giusto, in qualunque stagione.

Partiamo quindi da ciò che è indispensabile in piena estate, a cominciare dalle scarpe. L’accessorio forse più trascurato (spesso a caro prezzo) nei mesi più caldi: alzi la mano chi non ha mai fatto una traversata in bonaccia abbandonando sottocoperta qualunque calzatura per preferire, invece, vagare scalzo in coperta.

Si fa, certo, e quasi sempre non succede nulla, ma il giorno in cui vi troverete ad inciampare malamente maledirete in un sol colpo tutte le volte che avete voluto stare comodi in pozzetto come fosse una spiaggia.

Errore grave, le scarpe con la suola adatta antiscivolo sono indispensabili se si vogliono evitare incidenti anche seri, in commercio ne esistono di mille tipologie (dai modelli traforati per il gran caldo a quelli in pelle per l’inverno) e buoni per tutte le tasche. Ma non dimenticatele perché ritrovarsi a dover manovrare di corsa scalzi, per qualsivoglia motivo, su e giù per il ponte e magari al buio non è il massimo sotto il profilo della sicurezza.

Assieme alle scarpe, non devono mancare gli stivali perché può accadere di dover navigare sotto la pioggia, magari per molte ore, magari anche all’imbrunire, e in tal caso il caldo potrebbe lasciare spazio a un calo brusco delle temperature. Con il trascorrere del tempo, potrebbe trasformarsi per voi in un fastidioso freddo che condizionerebbe molto la vita di bordo.

Tenetene quindi un paio in un gavone, a voi la scelta se un economico modello in semplice gomma (Stivali Skipper Pro (osculati.com)) oppure se un paio in goretex o pelle: sappiate che acquisti del genere rappresentano sempre soldi spesi bene.

Sempre in tema di protezione, non può certamente mancare a bordo il capo più tradizionale per chi va in mare, ossia la cerata. Cerata professionale traspirante MARLIN Regatta (osculati.com). Qui la scelta è davvero sterminata, sia in termini di modelli sia di prezzi.

Per chi fa crociere estive non serve certo un capo top di gamma e adatto a navigazioni oceaniche, ma nel vostro acquisto cercate comunque di valutare con attenzione la qualità del prodotto, oltre che il grado di impermeabilità, perché di solito a maggiore qualità corrisponde maggiore durata e quindi minor costo negli anni a venire.

La cerata deve essere acquistata almeno di una taglia in più se volete utilizzarla anche nei mesi invernali con felpe o maglioni. Più tasche ha e meglio è, se adeguatamente protette. Cercate un modello con cappuccio per evitare di dover rimediare con qualche cappello impermeabile che rischia solo di esservi di intralcio durante la navigazione.

Lavatela soltanto con acqua, molti usano direttamente il getto della pompa in banchina dopo l’attracco per sciacquare semplicemente il sale, non utilizzate detergenti o simili perché potrebbero danneggiarla, e fatela asciugare perfettamente prima di riporla altrimenti si formeranno muffe.

Una volta che sarete attrezzati con cerata e stivali/scarpe, non resta che passare all’abbigliamento di base. Nei mesi estivi, per evitare prolungate esposizioni ai raggi solari, sarebbe opportuno navigare con pantaloni al ginocchio se non addirittura lunghi; una polo (più robusta delle normali t-shirt, come questa Polo Sport blu (osculati.com)); per poi indossare con l’aumentare del vento un k-way o simili. Ormai esistono infiniti capi tecnici leggeri, molto adatti a situazioni del genere.

Vanno molto bene anche le nuove fibre sintetiche da utilizzare al posto delle t-shirt in cotone, perché sono ottime per la pelle e soprattutto, una volta lavate, si asciugano in pochissimo tempo. Evitate felpe o simili, soprattutto se calzano larghe, perché c’è sempre il rischio – neppure tanto remoto – di “agganciarsi” da qualche parte durante una manovra, con conseguenze spiacevoli.

Il vento può risultare piacevole per contrastare la calura estiva, ma alla lunga potrebbe diventare fastidioso ed è quindi consigliabile proteggere anche il collo. Per eventuali trasferimenti in notturna, tra i capi preferiti ci sono i pile (comprese le coperte per scaldarsi in pozzetto): leggeri, molto caldi, come tutte le fibre sintetiche si asciugano in un attimo. Ecco un esempio: HH Chelsea Evo pile jacket (osculati.com).

Tenetene sempre uno a portata di mano. Nei mesi estivi di solito non serve particolare attenzione per le “notturne” (ma non è detto), nei mesi invernali è invece un obbligo: avere abbigliamento intimo termico (e una calzamaglia) rappresenta un formidabile scudo al freddo. E ricordate che, anche in pieno agosto, la cerata non serve soltanto in caso di pioggia, ma è indispensabile per tenere alla larga il peggior nemico del benessere fisico, ossia l’umidità.

In ultimo, ma non certo per importanza, ci sono le mani. Un paio di guanti ( Guanti da vela (osculati.com)) (a mezze dita oppure intere) vi eviterà le possibili bruciature su scotte o drizze. Non dimenticate di tenere a bordo anche un normalissimo paio di guanti da lavoro, di quelli che si trovano in qualunque ferramenta, perché sono più adatti a maneggiare le trappe rispetto ai guanti da vela, più delicati. E le trappe possono essere insidiose per le mani, perché possono nascondere “denti di cane” taglienti.

Stefano Sergi