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Se facciamo excursus sui layout dei più recenti yacht a vela possiamo notare che, progressivamente, le dimensioni, l’importanza e la funzionalità del tavolo da carteggio sono notevolmente mutate. In particolare notiamo come le dimensioni del tavolo siano state drasticamente ridotte e la funzionalità sia stata chiaramente mutata in favore dei supporti elettronici alla navigazione.

In parole semplici se siamo fortunati armatori di una barca moderna dovremo pagare lo scotto di avere un tavolo da carteggio piccolo, un po’ sacrificato ed inadatto ad accogliere le nostre belle carte nautiche.

Vabbè, capitolo chiuso, ci si converte completamente alla “navigazione elettronica”?

Per quanto mi riguarda rinuncio subito alla suspense (si scrive proprio così andate a controllare) e dichiaro la mia opinione: No, il supporto elettronico non può sostituire definitivamente e completamente quello cartaceo… Ma… nessuna posizione ideologica e ragioniamoci su.

Innanzitutto va detto che ad oggi la normativa italiana richiede ancora la presenza a bordo di tutti i supporti cartacei che illustrano la zona dove intendiamo navigare (carte e portolani) e poi consideriamo che, come tutti abbiamo imparato: “tutto quello che si trova a bordo può guastarsi”. Detto questo però è giusto dare un’occhiata in giro e cercare di capire dove andrà la tendenza e formarsi una propria opinione informata e consapevole.

Oggi abbiamo app di navigazione che aiutano con la pianificazione della navigazione;   app che ci spiegano le regole di regata; app che tracciano noi ed app che tracciano tutte le altre unità naviganti con il AIS. Le app per le previsioni del tempo continuano a migliorare in precisione ed affidabilità e possiamo combinare diversi modelli meteorologici sofisticati su un dispositivo palmare.  Inoltre, le app possono supportarci con immagini satellitari, mostrarci dati radar sulla pioggia e – quando siamo in regata – darci informazioni sul vento e condurci alla boa di bolina.

Le carte nautiche elettroniche (ENC) sono in uso, in vari modi da 25 anni, quindi è giunto il momento di scartare i supporti cartacei? Il nostro sistema di navigazione dispone di app per la creazione di grafici in grado di trasferire l’equivalente di centinaia di carte nautiche su un dispositivo portatile a una frazione del costo, delle dimensioni e del peso dei grafici cartacei tradizionali. Le carte elettroniche si possono aggiornare in pochi click, mentre gli aggiornamenti manuali delle carte richiedono la sostituzione a bordo delle stesse oppure decine di ore di lavoro a monte.

Certo, i tradizionalisti si affretteranno a sottolineare che ci sono stati alcuni clamorosi incidenti in cui l’uso di carte elettroniche ha contribuito alla causa degli incagli. Va detto, però, che molto spesso – al netto di qualche bug della app – indagando, si scopre che il navigatore, banalmente, non ha ingrandito abbastanza da vedere un pericolo, un ostacolo, uno scoglio, una secca.

Io che scrivo e molti di voi che leggete non apparteniamo alla generazione dei nativi digitali e per noi risulta molto più facile individuare i pericoli e muovere molto rapidamente gli occhi sul grafico cartaceo. Questo però a patto di avere carte in scala più grande a portata di mano; non sempre una cosa facile ed agevole su barche di dimensioni non importanti e per una navigazione un po’ più estesa. Però se avessimo un guasto elettrico totale, come faremo a far fronte contando solo sugli ENC?

Non è il caso di fare un dramma: innanzitutto perché normalmente i componenti elettrici delle barche moderne sono più affidabili e poi perché di solito almeno la metà dell’equipaggio avrà app di mappe elettroniche separate sui propri tablet e smartphone.

I dispositivi poi sono anche diventati sempre più resistenti all’acqua. Avere sistemi aggiuntivi, ciascuno con la propria fonte di alimentazione, sembra dunque un buon punto di partenza per contrastare i guasti elettrici.

Ma una navigazione prudente suggerisce comunque di portare carte cartacee per la nostra zona di navigazione. Ricordiamo ancora una volta che in Italia (come in Francia e Spagna del resto) è obbligatorio il supporto cartaceo. In UK il Royal Ocean Racing Club raccomanda supporti cartacei per coprire l’intera area di una regata, mentre gli organizzatori della Rolex Sydney to Hobart Race richiedono che i partecipanti abbiano a bordo 25 carte dettagliate, e queste vengono tutte conteggiate fisicamente durante l’ispezione di sicurezza pre-gara.

Nella pratica però pochi navigatori moderni in regata d’altura utilizzano le carte nautiche; la capacità di utilizzare il software di navigazione da regata, con i suoi file a definizione sempre più alta, interfacciata con le polari delle barche e gli algoritmi di rotta rappresenta solitamente una soluzione troppo potente e troppo versatile per essere ignorata. In regata poi il software può aiutare a monitorare gli altri concorrenti e altrettanto facilmente tracciare navi o individui che necessitano di assistenza; può registrare digitalmente posizione, rotta e velocità così come molti altri parametri ogni secondo.

D’altra parte le carte nautiche cartacee sono indispensabili per istruire l’equipaggio prima di una regata; ed anche in una breve regata costiera, una carta è un grande aiuto per visualizzare la rotta, la posizione delle boe e l’orografia che ci circonda. Tuttavia, non sempre le carte ed il pozzetto vanno particolarmente d’accordo; ricordo di aver provato a usare una carta nautica al buio dopo che il cavo di alimentazione dello schermo del plotter è stato reciso dal paranco della scotta randa. Ricordo che la mia carta nautica “resistente all’acqua” si è dissolta in cartapesta in pochi minuti ed ho poi finito per staccarla dal pavimento bagnato del pozzetto ridotta in strisce.

Un vantaggio del supporto cartacei rispetto all’ENC è la velocità con cui lo si può esaminare e vedere quanto è aggiornato. A metà tra la curiosità ed il folklore ricordiamo che ci sono ancora aree delle attuali carte per il Pacifico che risalgono al 1770 e furono rilevate da un certo Capitano James Cook!

L’aggiornamento comunque resta il principale scoglio all’uso dei supporti cartacei. La marina mercantile “maggiore” ha sempre usato mappe cartacee, le quali sono  aggiornate tramite i noti “Avvisi ai Naviganti”. L’adozione definitiva delle carte elettroniche sul ponte di comando è in corso e le vetuste mappe – se non usate come sistema di riserva –  saranno presto materiale da museo (insieme con le loro preziose matrici).

Immaginate per un momento una imbarcazione impiegata in itinerari “round trip”, cioè intorno al globo: la mole di carte che devono essere approntate è impressionante, almeno cinquecento tra “generali” e “particolari”. Ma il grande impegno non è tanto quello di metterle insieme ordinatamente e tracciare la rotta a seconda della rotta, bensì quello di aggiornarle e correggerle.

Gli Avvisi ai Naviganti arrivano in tutti i porti via posta, contenuti in un CD-rom o via email e pensiamo un attimo alla mole di lavoro dell’ufficiale alla navigazione nell’aggiornare fisicamente le modifiche delle caratteristiche di un faro o di una profondità su una gamma di cinquecento carte, magari saltando – per esempio –  dal Vietnam al Messico all’Egitto. E’ uno sforzo che non si può ovviamente trascurare ed è abbastanza inimmaginabile farlo su una imbarcazione da diporto.

In conclusione, sebbene l’utilizzo di carte nautiche per la navigazione effettiva sia diventato per un ricordo del passato, personalmente mi piace l’idea di averle comunque a portata di mano. C’è qualcosa di nostalgico e sentimentale nell’esaminare un grafico cartaceo; è un gesto lento, antico, quasi terapeutico.

Inoltre, quanto è bello esaminare una carta (magari insieme ai nostri boat mates) per trovare il miglior ancoraggio riparato per la sera? Bellissimo si, e per quanto mi riguarda lo faccio anche se confesso che poi utilizzo le immagini satellitari di Google per capire l’estensione della sabbia sul fondo del mare per una migliore tenuta e persino la luminosità della sabbia sulla spiaggia.

Comunque sia prendiamo tablet, carte e portolani… è ora di programmare la crociera estiva.

Buon vento, ci vediamo in mare.

Renzo Crovo