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La vacanza in barca, in questo periodo di incertezza, può essere considerata tra le più sicure per un nucleo famigliare o per un gruppo di amici di “provenienza certa” che non volessero assembrarsi con altre centinaia di persone in un resort o su una spiaggia.

E qui arriviamo all’argomento di oggi: come si comporta il buon armatore quando ospita qualcuno sulla sua barca? e quale comportamento sarebbe bene tenere quando riceviamo questo invito? Potrebbe sembrare un argomento banale ma in quella settimana di convivenza ci si può giocare una amicizia ventennale ed è bene tenere a mente alcune regole base che possano evitare terremoti a bordo.

Innanzitutto bisogna inquadrare la situazione: scartiamo a priori l’eventualità di essere invitati su Kauris IV o su Pink Gin VI e pensiamo ad un imbarco su una normale barca a vela di un amico che – più o meno – ha le nostre stesse possibilità economiche ed il nostro stesso stile di vita; questo amico ci invita e da quel momento è bene tenere presente tutta una serie di regole non scritte, specie se siamo alle prime armi come navigatori da diporto.

BAGAGLIO

Credo si sia già detto in tutte le salse: il bagaglio deve essere limitato e deve essere contenuto in una borsa morbida e possibilmente impermeabile.

NO a trolley rigidi, valigie formato TIR e bauletti che ingombrano come un container.

In barca lo spazio è limitato e di forma irregolare-curvilinea (per forza, è una barca!). Prima di chiudere definitivamente la nostra borsa proviamo ad immaginare il nostro bagaglio moltiplicato per il numero di persone a bordo: se sul pavimento davanti a noi abbiamo tre valigie possiamo facilmente intuire che usando i nostri stessi parametri le quattro, cinque o sei persone imbarcate si troverebbero sommerse di bagagli come un fattorino dell’Orient Express alla partenza del treno.  Da parte sua l’armatore avrà cura, con garbo e gentilezza, di fare avere ai suoi ospiti un piccolo “decalogo” che aiuti i più inesperti ad orientarsi su cosa portare e cosa evitare; astenendosi in ogni caso dall’inscenare tragedie greche se qualche ospite avesse mal compreso o male interpretato i consigli. La linea guida è serenità nella convivenza e sicurezza; su altre cose l’armatore elegante ed avveduto potrà anche sorvolare.

ABBIGLIAMENTO

In generale l’abbigliamento sarà semplice e sobrio; abiti leggeri e freschi saranno ideali per una crociera estiva in Mediterraneo, con l’aggiunta di un paio di indumenti un po’ più pesanti il bagaglio sarà perfetto.  Certo in parte dipende dall’itinerario che avremo scelto e dallo stile dell’armatore e degli altri ospiti: una crociera sole-mare-natura alle Cicladi avrà occasioni mondane abbastanza limitate; una puntata a Porto Cervo, a Capri o a St. Tropez potrà anche prevedere la cena più elegante o la serata in un locale “in” e richiedere quindi di portare un abito leggermente più sfizioso, evitando però, in linea di massima, di confondere la crociera con una passerella di haute couture. Restiamo sobri è la nuova parola d’ordine.  Capitolo molto delicato è quello delle scarpe: a bordo rigorosamente solo scarpe dedicate, pulite e con suola bianca; tutte le altre calzature saranno indossate una volta sbarcati per evitare danni alla coperta, al tender e – soprattutto – per scongiurare cadute e ferimenti. Sono certo che le signore lettrici avranno capito molto bene il messaggio.

ITINERARIO E ROTTA

Dipende ovviamente dalla situazione e dal rapporto che si ha con l’armatore ma – in generale – al momento dell’invito l’itinerario è già stato scelto e stabilito da quest’ultimo: normalmente l’invito è formulato “vado a fare un giro di una settimana in Costa Azzurra verso le Porquerolles, ti va di unirti?”. In generale non è buona cosa chiedere – magari con una certa dose di insistenza – di cambiare meta ed andare, che so, in Corsica o verso l’arcipelago toscano.

Ricordiamo che siamo ospiti e che – soprattutto – la rotta ed il susseguirsi di tratte da percorrere e soste è appannaggio del comandante (ed armatore se sono la stessa persona) la cui priorità è condurre l’imbarcazione in modo sicuro e non ha il dovere di accontentare a tutti i costi l’ospite che proprio oggi vuole fare il bagno lì, in quella caletta.  Allo stesso tempo un armatore elegante (mi piace definirlo così) sceglierà i suoi boat mates cercando di riunire persone dai gusti compatibili; ed a meno che non abbia già prenotato le soste in porto o pagato le tasse di ingresso dove necessario, chiederà ai suoi ospiti se hanno particolari desideri o suggerimenti per condividere più possibile itinerario e tappe.

CONDIVISIONE DELLE SPESE

A proposito di condivisione: a meno di non trovarci in presenza di un armatore particolarmente facoltoso e molto generoso, le spese saranno condivise in modo eguale tra tutti i croceristi. Le risorse per spese di cambusa, gasolio porti ed altri rifornimenti saranno attinte da una cassa comune che verrà formata ad inizio imbarco ed eventualmente rimpinguata durante la crociera. Nel malaugurato caso di una avaria i costi saranno sostenuti dall’armatore, anche se – a mio parere – l’ospite farebbe bene ad offrirsi per condividere almeno le spese (eventuali) di soccorso e traino.

L’armatore elegante, da parte sua, terrà conto delle possibilità dei suoi ospiti ed eviterà di metterli in imbarazzo proponendo cene in ristoranti costosi o attività particolarmente dispendiose. Come già detto sarà suo compito cercare di armonizzare il più possibile il gruppo, da tutti i punti di vista.

MUOVIAMO LE…

Questa è una condizione imprescindibile: ognuno secondo le sue capacità, conoscenze, abilità fisica (ecc.) deve partecipare all’attività di navigazione, manovra, gestione quotidiana e manutenzione spicciola della barca.

Ovviamente non si può chiedere a chi non ha mai messo piede in barca di sostenere un turno di guardia notturno al timone, ma tenendo conto, appunto, delle diverse capacità, si organizzeranno turni e mansioni che l’ospite assolverà di buon grado evitando di dribblare il lavoro come un buon centrocampista in area di rigore e rendendosi utile e proattivo, dimostrando coinvolgimento e partecipazione. Ancora una volta entrerà in scena l’armatore elegante che cercherà di stendere una tabella di turni e mansioni che possa coinvolgere tutti e che eviti di ricordare il regolamento per i prigionieri di Guantanamo. 

CAMBUSA E CUCINA

Io sono del tutto onnivoro ma se fossi invitato da un armatore vegano eviterei certamente di frignare per avere tutte le sere una grigliata di bistecche e salsiccia. Partendo da questo piccolo esempio personale credo che il concetto sia abbastanza chiaro: la cambusa e la cucina si definiscono sulla base dei gusti, delle esigenze e delle sensibilità dei diversi componenti del gruppo. Nessuno di noi (ospiti ed armatore) pretenderà di allineare tutti gli altri sul suo regime alimentare. L’amico vegano si asterrà semplicemente e senza recriminazioni dal mangiare la salsiccia la sera della grigliata, ed alla stessa maniera l’onnivoro avrà cura di proporre alternative alimentari fuori dalle sue abitudini. L’amico astemio eviterà di “dimenticare” di comperare la birra quando sarà il suo turno di cambusa ed allo stesso tempo l’amico amante dell’alcool non dilapiderà (io preferisco dire investire) tutto il budget settimanale in millemila varietà di wines & spirits. Chiaro il concetto? credo di sì.  Ancora una volta sarà cura dell’armatore elegante armonizzare ed accontentare i gusti dei suo ospiti evitando di urtarne la sensibilità: l’amico musulmano praticante ed il presidente del “Club del Gin & Tonic” (esiste veramente, ha sede in Argentina) potrebbero eventualmente essere invitati a bordo in due occasioni distinte.

RISORSE A BORDO

Molte moderne barche da crociera sono dotate di devices tipo generatore e dissalatore; il consumo di energia elettrica ed acqua a bordo non è quindi un grandissimo problema.

In mancanza di quelle facilities invece il consumo di risorse dovrà essere improntato alla parsimonia ed alla condivisione. L’armatore istruirà i suoi ospiti sulla possibilità offerta in questo senso dalla sua barca e l’ospite si atterrà alle sue istruzioni evitando di monopolizzare la doccia, il bagno o le prese USB per la ricarica dei cellulari e tablet. Anche la condivisione degli spazi sarà improntata alla massima discrezione ed al rispetto della privacy altrui. Per quanto mi riguarda il tavolo del carteggio è territorio esclusivo del comandante ed è riservato alla navigazione. Sarei favorevole in questo senso, all’istituzione di una regola che preveda l’abbandono in mare di ogni oggetto abusivamente posato sul tavolo stesso. Mi rendo conto però che un simile provvedimento porterebbe ad un esponenziale aumento dell’inquinamento marino. Al momento, quindi, rinuncio.

SAFETY FIRST

Se il comandante ci dice di evitare di andare a prua con mare formato noi eviteremo di farlo. Punto. Non esiste “tranquillo navigo da tanti anni” o roba simile; lui è il responsabile, lui conosce la sua barca, lui ha valutato l’esperienza e le attitudini del suo equipaggio di ospiti, lui decide. Non ho altro da dire su questo argomento.

Avete ancora voglia di imbarcarvi? spero proprio di sì, in fondo quelle elencate sono piccole regole del vivere comune che, in un ambiente ristretto come una barca, possono salvarci la vita, il fegato e le amicizia. Quello che conta, ancora una volta, è il piacere di navigare, di provare esperienze anche nuove e di condividerne il piacere. Tutto il resto passa. Il mare resta.

Buon vento, ci vediamo in mare.

P.s.

Io, comunque, un pensierino alla regola contro l’occupazione abusiva del tavolo da carteggio ce lo farei.

Renzo Crovo