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Se siete lettori di questo blog molto probabilmente amate la vela e la navigazione; ed ancora più probabilmente la vacanza in barca a vela è di gran lunga quella che più vi dà soddisfazione, appaga il vostro spirito e ritempra il vostro corpo.

Per me è così.

Non tutti però sono fortunati possessori di una barca, non tutti possono o si sentono di affrontare l’impegno, il grande salto che da appassionati velisti e navigatori li porta ad essere armatori.  Diciamo la verità, possedere una barca è un impegno fisico, mentale ed economico non indifferente e molte possono essere le ragioni per cui non si aspira a questa privilegiata posizione o, anche, ad un certo punto della propria vita vi si rinuncia.

Questo però non deve essere un buon motivo per abbandonare la pratica della navigazione e delle vacanze a vela; le alternative ci sono e non è detto che debbano per forza essere considerati ripieghi.

Come potrete immaginare dal titolo oggi non tratteremo della fortunata ipotesi in cui un amico ci inviti in crociera sulla sua barca (magari lo faremo in un prossimo pezzo, ragionando un po’ sul bon ton e sulle regole non scritte da osservare in queste occasioni), ma esamineremo il caso in cui ci dovessimo imbarcare su una barca “in affitto”, limitandoci ad occupare una cabina o avendo a disposizione tutta la barca, conducendola da soli o facendoci accompagnare da un conduttore esperto o professionista.

Un po’ di chiarezza, innanzitutto. Poche righe sopra ho scritto in affitto tra virgolette, non a caso: in realtà una barca non si affitta ma, a seconda delle condizioni si parla di noleggio o locazione.

La legge su questo punto è molto chiara: si parla di noleggio quando è in essere il contratto con il quale una delle parti (noleggiante), si obbliga, dietro corrispettivo, a mettere a disposizione dell’altra (noleggiatore) un’unità da diporto per un determinato periodo a scopo ricreativo in zone marine o acque interne, alle condizioni stabilite dal contratto. L’unità noleggiata rimane nella disponibilità del noleggiante, alle cui dipendenze resta anche l’equipaggio.

Diversamente, se l’armatore della barca non partecipa alla navigazione (neppure tramite un suo delegato) si parla di locazione. In questo secondo caso una delle parti (locatore) si obbliga in cambio di corrispettivo a cedere il godimento dell’unità da diporto a un’altra (conduttore), per un periodo di tempo determinato.

Il conduttore esercita la navigazione e ne assume la responsabilità e i rischi. Il nuovo Codice introduce il riferimento all’attività commerciale dei natanti, con una disciplina minima nazionale (prima totalmente demandata ai singoli uffici locali delle Capitanerie) che prevede la patente per le unità a noleggio e l’obbligo di fornire delle istruzioni codificate dal Ministero dei Trasporti per le unità in locazione.

Esiste infine la forma del noleggio occasionale, di solito tra privati, introdotto nel Codice della Nautica, dando la possibilità di effettuare occasionalmente il noleggio di imbarcazioni e navi da diporto. Con la riforma del Codice entrata in vigore il 13 febbraio 2018 è stato precisato che tale possibilità è limitata alle bandiere nazionali. L’attività è riservata alle unità intestate a persone fisiche o anche alle società, purché non abbiano come oggetto sociale le attività di locazione e noleggio nel limite di 42 giorni l’anno. Per la conduzione delle imbarcazioni è sufficiente la patente nautica e la condotta può essere affidata a terzi (patentati), per le navi da diporto è richiesto il titolo professionale. Se l’imbarcazione viene affidata dall’armatore alla conduzione di un terzo si deve darne comunicazione secondo le modalità operative previste dall’Inps e dall’Inail in questa materia.

Il quadro normativo è dunque abbastanza chiaro e conosciuto da tutti per la parte attinente alla barca; un po’ meno per quanto riguarda i titoli professionali che il conduttore (nel caso del noleggio) deve possedere.

La parola skipper universalmente e impropriamente adoperata è in realtà – per lo meno in Italia – un termine vuoto che non corrisponde ad alcun titolo professionale. Aver conseguito la patente nautica è infatti solo il primo passo; il comandante di un’unità adibita a noleggio è in realtà un conduttore per le imbarcazioni da diporto, adibite al noleggio per le acque marittime ed interne; titolo professionale regolato dalla normativa e per il cui conseguimento occorrono requisiti precisi teorici e pratici ed avere superato un apposito esame presso la Capitaneria di Porto.

Esistono poi situazioni di chiaroscuro dove imbarcazioni di proprietà o affidate a società sportive offrono corsi crociera o regate a passeggeri paganti, condotti da un socio che presta la sua opera a “titolo gratuito”. Dove stia il chiaroscuro di cui parlavo due righe sopra mi sembra abbastanza evidente e probabilmente meriterebbe un certo approfondimento.

Chiarito – spero – il quadro normativo e contrattuale veniamo a qualche questione pratica, qualche piccola tip per noleggiare (o locare) una barca senza particolari grattacapi.

Innanzitutto dove noleggiare una barca? Quale base di partenza scegliere?

Per quanto possa sembrare banale, il primo elemento su cui riflettere è la base di partenza del viaggio. L’errore in cui spesso incappano i meno esperti è di confondere l’itinerario con la base di partenza: è importante partire dal presupposto che non sempre è possibile trovare una barca direttamente in una delle Isole Eolie o in uno dei paesi delle Cinque Terre che si vorrebbe visitare. La base di partenza consigliata per una vacanza in barca alle Isole Eolie è sicuramente Portorosa, vicino Milazzo, così come La Spezia lo è per le Cinque Terre e Salerno per la Costiera Amalfitana. Ricordiamo anche che si può raggiungere la stessa destinazione da porti diversi e questo mette a disposizione una scelta decisamente più ampia di barche. Ovviamente nello scegliere il porto di partenza si dovrà fare una valutazione, un bilancio tra distanza dalla meta principale delle nostre vacanze (e quindi miglia da percorrere in trasferimento), tempo a disposizione e condizioni offerte dai vari charter.

Skipper o no?  Per condurre una barca a vela è necessaria una patente nautica abilitata alla navigazione, entro o oltre le 12 miglia a seconda dell’itinerario della nostra crociera; come abbiamo visto nel caso del noleggio, le aziende di charter offrono la possibilità di affidarsi ad un conduttore professionista in grado di effettuare la navigazione, l’ormeggio ed eventualmente garantire anche altri servizi. Sono in molti a prediligere il noleggio di una barca con la possibilità di skipper anche se in possesso di patente nautica. Perché? La presenza di uno skipper certamente può garantire maggiore tranquillità e sicurezza, senza rinunciare a mettersi al timone quando si desidera, magari per provare manovre più complicate con accanto una persona con tanta esperienza e che conosce bene la zona. Ovviamente la valutazione dipende anche dalla nostra sicurezza nel condurre la barca e nel gestire le varie attività (rifornimenti, cambusa, ormeggi ecc.). Teniamo conto che lo skipper è un costo ed un posto (scusate il giochetto di parole) in più da mettere a bilancio, ma che a seconda dei casi può essere un prezioso investimento.

Un punto molto importate è il deposito cauzionale: non tutti sanno che per noleggiare un’imbarcazione occorre versarlo. Questo deposito serve a coprire eventuali danni o il mancato rispetto dei vincoli contrattuali. La somma è da versare all’armatore prima di iniziare la crociera e viene restituito al termine del viaggio. Funziona proprio come per il noleggio auto, ma di solito il valore essendo relazionato a una barca è più alto, può essere anche di qualche migliaio di euro.

Un’altra valutazione da fare molto attentamente è quella del numero di cabine e più in generale di posti letto a disposizione. Di solito si noleggia una barca con la propria famiglia o con un gruppo di amici. Scegliamo bene la compagnia (dovremo stare a strettissimo contatto), cerchiamo anche di capire come vogliamo sistemarci, di quante cabine singole, letti matrimoniali o a castello abbiamo bisogno e verifichiamo con attenzione che corrisponda tutto alle vostre esigenze. In questa valutazione teniamo conto anche della dinette che, molto spesso si trasforma in posti letto aggiuntivi, magari per alloggiare lo skipper.

Ovviamente la sistemazione in dinette offre meno privacy ed un comfort leggermente inferiore a quello offerto in cabina; ne terremo conto nello stabilire chi dorme dove e magari nella ripartizione delle spese generali.  Quando si sceglie la barca da noleggiare quindi è importanti informarsi sulla dinette e capire se è trasformabile in uno o più posti letto.

In generale, dunque, cosa guardare per scegliere una barca?  Abbiamo parlato delle condizioni contrattuali e delle relative normative, della scelta del porto di partenza, della sistemazione interna; il primo punto però resta sempre l’affidabilità.

Nessuno di noi vorrebbe interrompere la sua crociera per un guasto o un’avaria, tantomeno vorrebbe che la sicurezza sua e dei suoi ospiti fosse messa in pericolo da una barca inaffidabile e dalla manutenzione trascurata. Apriamo bene gli occhi e facciamo tutte le nostre valutazioni: va da sé che noleggiare un’imbarcazione di recente costruzione è più costoso, ma dà una garanzia maggiore di affidabilità. Tuttavia sono molti i parametri da tenere in considerazione per fare la scelta giusta: gli equipaggiamenti, gli armatori che gestiscono le barche, l’assistenza offerta dall’azienda e le garanzie sulla manutenzione. Teniamo presente tutti questi fattori anche per valutare se il prezzo richiesto è da considerarsi più o meno congruo.

Infine, un piccolo consiglio personale: non pianifichiamo troppo; facciamo pure la lista dei posti che vorremmo visitare ma una volta a bordo decidiamo dove andare sul momento in base al meteo, al vento ed alle nostre sensazioni e desideri del momento.

Molliamo dunque le cime, buon vento, ci vediamo in mare.

Renzo Crovo
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