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LA FORMAZIONE TRA LOCKDOWN E RIPARTENZA

Recentemente abbiamo parlato di formazione online in tempo di virus. L’argomento sta suscitando discussioni abbastanza articolate: c’è chi la vede solo come una soluzione temporanea e chi, al contrario, intravede una possibilità di cambio di passo con buoni vantaggi organizzativi e logistici senza alcun discapito per la qualità formativa.

Il precedente articolo sull’argomento ha riscosso un buon interesse e molti altri operatori ci hanno contattato per segnalare la loro attività; questo dovrebbe farci meditare sul fatto che un po’ tutti erano pronti ad allestire corsi online o comunque che questa modalità è facilmente approcciabile e – come detto – potrebbe in futuro diventare parte integrante della formazione nautica.

Tra gli altri Marvélia da Dungo (Como) ed il Centro Velico Avigliana da Avigliana (Torino) propongono il format della formazione online in attesa di poter completare il servizio con l’accesso alle loro basi nautiche.

Ancora, a Milano, da segnalare l’iniziativa della locale Lega Navale che organizza corsi di approccio alla vela per bambini e c’è da scommettere che, una volta attratti da questa nostra meravigliosa passione, i piccoli velisti scalpiteranno per scendere in acqua sugli Optimist, quelle bizzarre imbarcazioni a forma di vasca da bagno che, a dispetto dell’impressione suscitata ad una prima superficiale osservazione, hanno avuto e continuano ad avere un’enorme importanza nella formazione tecnica e marinara dei nostri ragazzi.

Come già detto al momento si tratta di una modalità provvisoria: la normativa richiede – per lo meno per il conseguimento della patente nautica – la presenza contemporanea in aula di allievo ed insegnante, ma come del resto accade anche nelle scuole ed università, la gestione di questa emergenza ha portato ad una deroga che riconosce a questi corsi piena validità giuridica.

Tutto però può essere rivisto e re-immaginato: personalmente non troverei così insensato permettere che la parte teorica di un corso patente possa essere svolta in remoto, magari affiancata da un primo approccio alla navigazione tramite simulatori.

Del resto, anche i piloti di aerei di linea si formano da decenni (anche) nei flight simulator; con un po’ di tecnica (che certo non manca) e di immaginazione (liberata da troppi vincoli), non si dovrebbe escludere di mutuare queste procedure e farle approdare alla nautica.

Certo, prima o poi l’allievo in barca ci deve salire, ovvio, ma negare a priori innovazioni e cambi di approccio a mio parere resta un po’ miope. Spesso la normativa arranca dietro alla tecnica del tempo, a parità di risultato finale non sarebbe male ogni tanto invertire l’ordine dei fattori: un cambio di prospettiva che vorrebbe dire maggiore elasticità, minori spostamenti, minore traffico e minore inquinamento. Potrebbe valerne la pena.

Dalla mia finestra posso tenere d’occhio chi entra e chi esce dal porto di Genova. In questo momento, a parte pochi traghetti e due enormi cruise ship in lockdown (impressionante vederle di notte completamente buie), nessun segno di vita, nessun diportista (giustamente) lascia gli ormeggi. Nulla.

Ciò non impedisce però di pensare a quando finalmente si potrà riprendere il largo, magari per completare la formazione online di cui si è parlato finora o per intraprendere navigazioni, trasferimenti, crociere, charter nautico.

D’altra parte, la nautica oltre che essere una grande passione è anche un comparto economico molto importante che coinvolge a vario titolo decine di migliaia di addetti.

Normale dunque che si guardi avanti, che chi può inizi a programmare e rilanciare anche le attività che – per loro stessa natura – non possono essere svolte online.

Abbiamo incontrato (virtualmente si intende!) Simone Todeschini, CEO Founder di Water Tribe, che, attraverso la sua “costola” Be Skilled, offre corsi di alto livello certificati dalla britannica RYA Royal Yachting Association, vale a dire il top assoluto mondiale per la formazione professionale nella nautica.

Forte di un’esperienza ventennale nel campo degli adventure travel nautici, Be Skilled si propone di formare ad alto livello velisti e regatanti che desiderano specializzarsi e magari programmare l’ingresso nel mondo della professione nautica con il prestigioso Yachtmaster RYA, riconosciuto in tutto il mondo.

<<Be Skilled è un centro di formazione riconosciuto dalla Royal Yachting Association. Proponiamo corsi di formazione, certificazioni, regate ed eventi velici rivolti a tutti coloro che desiderano sviluppare maggiori competenze in ambito velico e nautico>> ci ha spiegato Simone, passando in rassegna la scelta formativa, che prevede meteorologia, pianificazione della crociera, gestione dell’equipaggio fino alle prime certificazioni internazionali emesse dalla RYA <<Essential Navigation, Diesel Engine, Yachtmaster Shorebased, GMDSS-SRC, PPR>>. I primi passi, insomma, per chi desidera fare della nautica un vero e proprio mestiere affacciandosi su un mercato internazionale.

 Non manca una sezione regate che, come spiega ancora Todeschini, <<propone full immersion di vela su mezzi di nuova generazione, mentre la sezione dedicata agli eventi aziendali offre soluzioni per ogni esigenza forti di un’esperienza di oltre 90 eventi organizzati negli ultimi 10 anni>>

C’è carne al fuoco insomma, carne succulenta che attende solo di essere cotta al punto giusto e gustata. La nautica è viva, la nautica c’è, la nautica scalpita di tornare sul suo palcoscenico naturale: il mare aperto.

Personalmente ho sempre pensato alla vela come metafora della vita, quando il vento può cambiare. Se ci pensiamo, la vita stessa è sempre imprevedibile come il mare e, nonostante tutto, dobbiamo avere la forza e il coraggio di mantenere la rotta. Una rotta che in questo momento è stata sconvolta dall’emergenza: in questi casi, bisogna cercare di attraversarla come se fosse una tempesta e superarla senza farci travolgere, guardando avanti, tenendo ben saldo il timone.

Nel frattempo restiamo a casa, ma iniziamo a guardare fuori.

Renzo Crovo
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