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Ho voglia di darmi alla vela, di frequentare un corso e magari conseguire la patente nautica… Oh no, non si può, non ora… o forse sì… Almeno in parte!

Ne abbiano già parlato, questa emergenza sta bruciando la nostra stagione nautica.

Le crociere estive sono al momento in forte dubbio, le regate locali e le grandi regate internazionali stanno saltando una dopo l’altra: in ordine di tempo l’ultima è la Palermo Montecarlo 2020, che è stata annullata pochi giorni fa, l’Olimpiade di Tokyo rimandata al 2021, annullata la World Series di Coppa America a Cagliari.

Una desolazione! Le disposizioni in vigore hanno “segato le gambe” alla nautica, gettando nello sconforto centinaia di migliaia di appassionati e generando una fortissima preoccupazione in decine di migliaia di addetti ai lavori. Dalla cantieristica alle strutture portuali, dalle velerie ai broker nautici e ai charter.

 

In questo quadro desolante c’è però chi è riuscito a ritagliare un piccolo spicchio di normalità e, ispirandosi a quello che forzatamente accade nelle scuole e nelle università, ha portato nella nautica la novità della formazione a distanza, organizzando veri e propri corsi online con lezioni in collegamento video in cui l’insegnante ha modo di interagire direttamente con il singolo allievo e seguirlo nella didattica.

 

I corsi a distanza non sono certo un’idea del tutto nuova: decine di pubblicazioni su DVD o tutorial interattivi su YouTube erano già presenti nel panorama editoriale internazionale. Corsi rivolti ad appassionati di ogni genere e materia sono in vendita da anni e la nautica non faceva certo eccezione: alcuni di questi corsi certamente sono di ottima qualità, tutti però sono purtroppo un po’ carenti dal punto di vista della immediatezza, del rapporto diretto tra docente ed allievo.

La novità quindi sono i corsi 2.0, improntati alla massima flessibilità e semplicità, snelli e molto efficaci. Il materiale didattico viene inviato al domicilio dell’allievo o scaricato via internet tramite link e si è subito pronti per iniziare: basta un computer dotato di webcam o un qualsiasi smart device (telefono o tablet) ed un buon collegamento internet.

Nessun programma particolare da scaricare, nessuna competenza informatica richiesta, nessun portale istituzionale che può andare in crash. Tutto semplice, plug and play ma decisamente funzionale.

 

Abbiamo fatto un rapido giro di telefonate per capire che impatto stia avendo questa modalità nel funzionamento delle scuole e per farci raccontare come reagiscono gli allievi di fronte a questa novità. In rete si trova molta offerta, per tutti i livelli e con diverse possibilità: dalla diretta Facebook alle video-conferenze individuali o di gruppo; tutti comunque sembrano concordi nel dire che questi metodi stiano funzionando bene.

 

Improntata all’ottimismo è la testimonianza di Stefano Raschio, della scuola nautica genovese Andareavela (www.andareavela.it): lui e la sua socia Pierpaola Bertagni, con un certo pragmatismo ligure hanno preso atto della nuova situazione ed hanno fatto – come si usa dire – del problema un’opportunità.

In tempi molto rapidi hanno trasferito online tutti i corsi della loro scuola riscuotendo subito un’ottima accoglienza da parte degli allievi ed aspiranti comandanti.  <<Nessun problema particolare>> ci ha detto Stefano, <<I nostri corsi si svolgono normalmente in aula, con modalità individuale o di gruppo; è bastato un collegamento via webcam e quella immediatezza è stata subito ricreata, gli allievi hanno recepito molto bene questa nuova modalità, ed hanno risposto immediatamente evitando l’interruzione della didattica>>.

Sulla stessa lunghezza d’onda Alessando Cerulli di Vivere la Vela (viverelavela.com) che a Milano organizza corsi dal 1983: dovendo per forza rinunciare all’attività delle basi nautiche, la scuola ha concentrato gli sforzi nella messa a punto di corsi online, utilizzando quella piattaforma Zoom di cui molto si parla in questo ultimo periodo. <<Abbiamo fatto di necessità virtù, siamo un punto di riferimento per i nostri allievi e noi proviamo, con questa iniziativa, a mantenere vivo lo spirito di amore per il mare in attesa di potere scendere di nuovo in acqua>> chiosa Alessandro, riflettendo sulla possibilità che in un futuro questa modalità – per ora eccezionale – possa anche entrare nella normalità della didattica nautica italiana.

 

C’è da dire che pur rispondendo ad una necessità urgente e pratica, al momento pare improbabile che la formazione a distanza possa diventare la normalità per le scuole nautiche italiane, anche perché questa modalità è stata autorizzata in via del tutto provvisoria e legata al periodo dell’emergenza. I corsi patente infatti richiedono una presenza in aula da parte di istruttore ed allievo ed è difficile che la deroga possa diventare nuova regola. Diverso il discorso dei corsi “generici”, che potranno certamente trovare nella modalità online una valida alternativa.

 

Nello spirito della formazione e dell’allenamento online è da segnalare infine una interessante iniziativa della Federazione Italiana Vela, che ha lanciato un evento di e-sailing interzonale: in ognuna delle 15 zone di attività in cui la Federazione divide l’Italia è organizzato Mille per una Vela, trofeo che punta a coinvolgere fino a 1000 velisti virtuali in tutta Italia, utilizzando la piattaforma tecnologica Virtual Regatta Inshore, già nota agli appassionati del genere.

<<La vela virtuale appassiona perché contiene alcuni elementi base dello sport velico: la tattica, la strategia, la scelta delle vele, le regole… In questi giorni nei quali tutti i nostri tesserati sono a casa, questo si sta rivelando uno dei modi più sani per ricordarci la passione per lo sport più bello del mondo!>> dice il Presidente FIV Francesco Ettorre nel presentare la manifestazione.

 

Tutto bene quindi? Beh non del tutto, certamente il piacere delle uscite in mare dovrà essere rimandato, ma, in un clima di lockdown come quello attuale, può già essere considerato un notevole passo avanti e un bell’esempio di adattamento.

 

Un fatto è certo: questa emergenza ci ha obbligato a modificare la nostra quotidianità in modo improvviso e traumatico, ma d’altra parte ci sta anche offrendo qualche significativo segnale che dovremo imparare ad interpretare e da cui potremmo partire per ripensare ai nostri modelli di vita.

Il crollo dell’inquinamento atmosferico ad esempio è un dato di fatto che dovrà farci meditare sul nostro peso nell’ecosistema e lo smart working ci potrà suggerire che è ora di ripensare alle nostre case, ai nostri luoghi di lavoro e ai nostri spostamenti.

 

Anche noi appassionati del mare potremo fare la nostra parte per meritarci il nostro posto nella società, nella specie.

Per il momento però restiamo a casa.

Renzo Crovo
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