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Che si esca in barca a vela o motore, con amici o per lavoro, il tema sicurezza a bordo ha sempre la stessa importanza e un buon briefing pre-partenza mette tutti d’accordo. Un po’ come quando si sale su un aereo di linea. Stessa storia.

È indifferente che si parli di natanti o imbarcazioni da diporto, che si abbia la patente o meno. Se qualcuno finisce in acqua o si fa male, sono problemi da gestire in ogni caso. Perché quindi rovinarsi un bel momento di divertimento per così poco?

Partendo dal presupposto che in linea generale a bordo vince sempre il buon senso, vediamo assieme quali potrebbero essere gli argomenti base da evidenziare prima di mollare gli ormeggi, senza eccedere nell’allarmismo o diventare troppo pesanti e dando per scontato che le dotazioni siano quelle previste per il tipo d’imbarcazione, di navigazione e di equipaggio (mi raccomando, fondamentale anche avere sempre i documenti personali di tutti).

Ognuno poi personalizzi il briefing a proprio piacimento. L’importante a mio avviso è che si faccia. Anche se dovrebbe essere un dovere.

L’IPOTETICA SCALETTA:

  1. Non cadere in acqua
  2. Muoviti con attenzione
  3. Non toccare ciò che non conosci

1 – NON CADERE IN ACQUA

Sembra banale ma è il pericolo più grande, soprattutto se il meteo non è delle migliori. Dando per scontato che non si esce se le condizioni non lo permettono e la categoria d’imbarcazione non è adatta a quello che il bollettino dichiara, in mare non vince chi ha più esperienza, vince solo il buon senso ed il rispetto della natura.

Spiega quindi quali dotazioni di sicurezza sono disponibili a bordo, partendo dai giubbotti. Ovvero dove sono, come s’indossano (ideale sarebbe prendere già le misure di ognuno) e come ci si sposta a prua in caso di mare mosso (lifeline e cinture). E se ci sono bambini, è ovviamente importante avere la misura adeguata.

Nei casi in cui serva, l’anulare è la prima cosa da liberare in acqua. Per cui è bene raccontare anche come si gestisce questa situazione, con le procedure “uomo a mare”:

  • Lancio dell’anulare
  • Una persona fissa il punto
  • Comunicazione Mayday MOB (man over board)
  • Recupero MOB
  • Cancello Mayday MOB

Oltre il 90% di chi cade in acqua (soprattutto in condizioni proibitive) purtroppo ci rimane. Figuriamoci se privo di coscienza, dopo aver preso un colpo alla testa magari. E anche se si è vincolati alla barca, l’annegamento può arrivare solo per la nebulizzazione dell’acqua “animata” dal vento o dallo scafo, visto che il corpo idealmente sarà in quel punto. Non sottovalutiamo dunque queste eventualità.

E quando si fa pipì (parliamo ai maschietti), se si preferisce farla all’aria aperta ok. Mi raccomando però non controvento ma, soprattutto, una mano sempre alla barca.

2 – MUOVITI CON ATTENZIONE

Altro tema apparentemente molto banale è capire come muoversi a bordo. La barca dondola, per cui abituarsi ad avere il “piede marino” necessita il suo tempo.

Cosa importante dunque da segnalare è:

  • Muoversi sempre con una mano alla barca
  • Spostarsi in coperta con il baricentro basso e nel punto più basso possibile
  • Avvisare chi è a poppa se ci si sposta a prua, soprattutto di notte
  • Non correre o saltare, soprattutto con i piedi bagnati (è un’avvertenza che vale pure per gli adulti)
  • Fare attenzione alle dita dei piedi, agli stinchi, ginocchia e alla testa, soprattutto se si è in barca a vela. Il boma sappiamo tutti che può diventare molto aggressivo.

Si sa che il buon umore si anima soprattutto dopo aver aperto la prima bottiglia di bollicine. La regola del sapersi muovere con attenzione vale per tutti, a partire da chi ha il comando dell’imbarcazione: gestiamo questa responsabilità come si deve… mi raccomando. Va da sé che, se si fa male o cade in acqua proprio Lui o Lei al comando, non basterà certo dichiarare alle autorità eventualmente intervenute di essere stati vittima di un ammutinamento!

3 – NON TOCCARE CIÒ CHE NON CONOSCI

Questa è una regola molto importante, ma anche un’ottima scusa per scongiurare grane da gestire per colpa di curiosi e “furbetti”, mettendoli così a conoscenza delle parti più importanti di una imbarcazione:

  • Avviamento
  • Radio VHF
  • Razzi di segnalazione

Se per ogni altra cosa colorata, lampeggiante, per ogni levetta, interruttore o per il famigerato bagno è necessario spiegare cosa toccare e cosa no oppure cosa fare e cosa no, per le tre cose appena elencate è bene fare una riflessione ulteriore.

Sempre in ottica di sicurezza quindi, prima di tutto è bene identificare almeno una persona nell’equipaggio (se non esiste già chi è a conoscenza di queste cose ovviamente) alla quale spiegare come si accende e si spegne il motore, come si ingrana la marcia e come si riporta a neutro. Decisamente importante nel caso in cui chi è al comando avesse avuto un problema.

La radio VHF è un altro mezzo basilare. Non è un giocattolo da usare per urlare stupidaggini agli amici lungo la stessa rotta ma qualcosa da gestire seguendo regole e criteri determinati, a maggior ragione se diventa indispensabile per segnalare eventualmente un pericolo. Spiegarne quindi il funzionamento è fondamentale, mettendo però a portata di mano vicino all’apparato le varie procedure già scritte. In questo modo, “in caso di…”, chiunque sarà in grado di supportare il comandante se non potesse farlo lui stesso. Questo perché quando si è in ansia o in panico, è difficile far funzionare al meglio il nostro cervello.

Ultima cosa utile da spiegare, oltre ad indicare dove sono collocati gli estintori e come usarli, è l’utilizzo di un fuoco da segnalazione o boetta fumogena. Dunque quale scegliere in base alle condizioni e soprattutto come si gestisce in presenza di vento.

Ecco tutto. Poche cose (ripeto, personalizzabili) ma molto importanti.

Trova quindi il tuo modo e il momento giusto per farlo, tenendo anche presente che raccontare troppe cose in una volta sola a un neofita non lo aiuta certo a memorizzarle al meglio.

Se dovessimo scegliere, magari la descrizione di quest’ultima parte potresti tenerla per la navigazione (quando le condizioni lo permettono): è sì importante, ma non necessariamente da raccontare prima di lasciare gli ormeggi, non quanto le altre cose perlomeno.

In conclusione…

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E se vai per mare… Saidisale. Se vai sul lago, pure. Lo spirito è sempre lo stesso!

Aldo Lavezzo

Navigo da oltre 10 anni nel Mediterraneo, dalle Porquerolles al Dodecanneso e dalle latitudini polari delle isole Lofoten alle Seychelles. Circa 10mila miglia di pura passione e divertimento su barche da charter o armatoriali. Nella vita mi occupo di comunicazione ma per non perdere mai il contatto con il mare, ho un blog che parla di come si vive la vita a bordo di una barca a vela: saidisale.com ma anche di come si vive la vita, dal punto di vista del mare.
Aldo Lavezzo

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