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Le sartie e l’albero sono considerati tra gli elementi più affidabili delle barche a vela; difficilmente potremmo trovare la stessa sicurezza anche in altre componenti. E forse, proprio per questo motivo, la loro manutenzione è spesso trascurata.

A fine stagione sarebbe quindi opportuno salire con il bansigo sull’albero e lavarlo con acqua dolce per togliere il sale, ma anche spazzolare le sartie per rimuovere i cristalli più radicati e l’ossido. Lo stesso tipo di pulizia, anche se in modo più leggero, andrebbe poi svolto a inizio stagione, quando dopo l’inverno è in genere necessario rimuovere la sabbia rossa.

È però fondamentale occuparsene, affinché continuino a rappresentare una certezza per la nostra imbarcazione.

Sulle parti più facili da pulire può bastare applicare un normale polish per acciaio inox, mentre sul sartiame è meglio vaporizzarlo e lasciarlo penetrare. Se durante la pulizia vi rendete conto che il sartiame è molto macchiato oppure che ha notevoli colature, va controllato perché è probabile che ci sia anche un trefolo rovinato.

Per la pulizia delle sartie, oltre ai normali polish, esistono in commercio anche degli acidi come quello ossalico, da diluire notevolmente, che però sconsiglio perché per utilizzarlo si dovrebbe smontare il sartiame, il che non è molto vantaggioso.

È importante occuparsi anche degli arridatoi: andrebbero smontati e puliti con acqua e sapone, grattando con uno spazzolino da denti, al fine di togliere le impurità che si fermano sulle teste dei filetti. Pochi hanno questa cura, poiché smontarli implicherebbe poi il dover regolare nuovamente l’albero; si può ovviare in parte il problema mettendo ad esempio un riferimento sul filetto con del nastro adesivo. Ovviamente, per barche oltre i 14-15 metri ci sono dei limiti di forza e può servire un rigger.

La pulizia accurata delle sartie e dell’albero offre un grande vantaggio: è, infatti, la migliore occasione anche per verificare lo stato di salute di altre componenti. Riuscirete così a individuare un’eventuale coppiglia o una luce di fonda rotta, un trefolo consumato, oppure una puleggia bloccata, un gioco alle crocette e così via, di modo da intervenire per tempo. Un albero pulito evita inoltre di sporcare le vele.

Una volta conclusa la pulizia, si passa alla lubrificazione di parti come le rotaie e le pulegge, da svolgere con uno spray secco TFT, che non deve colare.

Gli angoli e i terminali delle crocette devono essere coperti con della pelle cucita, fissata con velcro o con nastro vulcanizzante, che sarà poi da togliere a ogni pulizia, anche perché sono proprio questi i punti maggiormente a rischio di sporcizia e corrosione.

Cosa resta ancora da controllare? Le connessioni elettriche, la connessione VHF, i rivetti (da utilizzare in Monel o Inox, meno consigliati in Alluminio), la verniciatura e lo stato di corrosione, isolando eventualmente gli accoppiamenti tra metalli diversi con pasta come Tef Gel o Duralac. E infine, lo stato dei profili dell’avvolgifiocco e i loro grani (se necessario, fissateli con del frenafiletti medio).

Ricordatevi che per salire sull’albero, oltre al bansigo con relativa sicurezza, vi serviranno uno spezzone di cima per salire e scendere da strallo e paterazzo restando legati. A bordo servirà una persona che vi aprirà e chiuderà la manichetta dell’acqua, che dovrà essere ben lunga, per arrivare anche nei punti più alti. Il tubo sarà da assicurare alla drizza, perché poi sarà pesante da gestire. Vi bagnerete sicuramente, quindi vi consiglio di aspettare una giornata di sole.

E mi raccomando, non salite se soffrite di vertigini!

Davide Zerbinati

Architetto Navale e Ingegnere Nautico specializzato in barche in alluminio è un riconosciuto perito nautico e appassionato velista di seconda generazione, ha collezionato molte miglia in Mediterraneo.
Autore del libro “Lavori a Bordo” e conduttore del serial Tv “Lavori in barca”.
Davide Zerbinati

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