This post is also available in: English (Inglese)

Così come in ogni famiglia, azienda o gruppo di persone unite per gestire il quotidiano, anche su una barca c’è bisogno di regole e ruoli. I genitori così diventano i soci di un’azienda e il CEO di un’azienda il comandante di un’imbarcazione.

Ma per far funzionare i meccanismi tecnici e umani in ognuna di queste situazioni, è importante che il gruppo sia coeso, perché si ha a che fare sempre e comunque con persone fatte di carne e ossa, ognuna con i propri pregi e difetti tecnici, umani e caratteriali.

La paura poi di non trovare i compagni di viaggio ideali è un retaggio del nostro stile di vita cittadino. Ma se scegliamo una vacanza in barca a vela, è perché vogliamo uscire da questi schemi, alla ricerca di qualcosa di più appagante, che arricchisca il nostro stile di vita e il bisogno di “novità”.

Per cui, prima di tutto, predisponiamoci con una sana dose di buon senso e cerchiamo di essere socievoli, accomodanti e partecipi alla vita di gruppo. Ecco che se vuoi fare qualcosa di diverso durante la vacanza lo puoi proporre senza problemi, pensando però anche agli altri. Apri un dialogo senza puntarti su aspetti esclusivamente personali. Può essere che una volta gli altri siano gentili con te assecondando la tua richiesta, ma dopo sappi che dovrai fare altrettanto. Una buona regola in fondo, che funziona anche a terra. 

I ruoli a bordo

Per fare in modo che su una barca questi meccanismi producano gli effetti desiderati, la divisione dei ruoli è importante. Vediamoli assieme.

Skipper

Meglio chiamarlo comandante, così come il codice della navigazione lo definisce. Questo vuol dire che è al comando di un’unità del diporto, con tutti gli oneri civili e penali.

Ricordiamoci che un bravo comandante non è quello che a bordo fa tutto (anche se si presuppone lo sappia fare), bensì colui che sa insegnare ciò che serve dando il buon esempio, impartendo ruoli, coordinando e supervisionando. Al comando, appunto.

Il suo primo compito dunque non sarà quello d’intrattenere l’equipaggio (non solo almeno), ma gestire questo aspetto al meglio, tenendo sempre in sicurezza equipaggio ed imbarcazione con scelte sagge, istruendo le persone che conduce in crociera, programmando la rotta oltre la quale è bene prevedere un eventuale piano B in caso d’imprevisti più o meno gravi.

Sarà infatti sempre lui o lei in tal caso a dover coordinare ogni azione, tranquillizzando l’equipaggio e affidando ad ognuno di essi un proprio ruolo. Questo è anche il modo migliore in certe situazioni diciamo critiche per tenere impegnati tutti, scongiurando così ansia e panico a bordo.

Quando accade qualcosa di imprevisto, infatti, la prima cosa che fanno le persone condotte in navigazione è girarsi contemporaneamente verso lo skipper, ponendosi questa domanda: “…e ora …che si fa?”.

Va da sé quindi che questa figura sia il riferimento basilare in ogni tipologia di crociera, seppur solo per una giornata. Il suo importante ruolo dunque va rispettato, anche se è un amico.

L’equipaggio.

Sul mercato ci sono diverse tipologie d’imbarcazioni abilitate a diverse circostanze di navigazione e meteo e, ovviamente, il numero di persone trasportabili varia a seconda della stazza.

Prendiamo in esame una classica situazione di vacanza, su cabinati di stazza media tra 11 e 16 metri (da 6 a 10 persone a bordo), entro o oltre le 6 miglia dalla costa. Questo perché al di là delle disposizioni obbligatorie sulla sicurezza e sulla navigazione, certe cose vanno gestite a prescindere.

Prima di tutto parliamo di sicurezza e navigazione.

Il comandante avrà spiegato durante il briefing cosa fare in caso d’imprevisti e chi dovrà fare cosa:

  • uso della radio VHF
  • accensione del motore e manovre
  • uso delle dotazioni di sicurezza

Aggiungerei anche eventuali emergenze mediche. Magari lo affronteremo meglio in un altro articolo. Ricorda solo che, nel dubbio, non si prende mai una decisione autonomamente. Chiama prima il CIRM (06 59290 263) o il 1530. Saranno loro a darti le indicazioni, ma soprattutto, ove necessario, a prendere decisioni, compreso (dovesse servire) lanciare un PAN PAN MEDICO.

Durante una navigazione a vela chiaramente serve una persona al timone e, per stare bene, un altro paio alle vele. Ovviamente non parliamo di situazioni di regata. Per cui, chi lo desidera può alternarsi a queste manovre per divertirsi, imparare o anche per distrarsi dal mito dei miti: il mal di mare. Parleremo anche di questo. Per gli altri, quelli non occupati con le vele: sole, mare e relax sapranno impegnarvi al meglio!

Seconda cosa da tenere presente: l’ordine a bordo.

Non esistono ruoli definiti per occuparsi di questo, ma sempre il buon senso. Durante la navigazione le cose appoggiate male cadono e si rompono, i barattoli aperti si rovesciano e le mille mila paia di cose buttate in giro (negli spazi comuni) impediscono alle persone di muoversi liberamente, soprattutto in caso di imprevisti, dove la libertà di movimento senza impedimenti è davvero molto importante. Per cui, prima di salpare o di andare a dormire, siate collaborativi in questo.

A bordo però esistono molte altre situazioni in cui è bene essere organizzati, per gestire la quotidianità di cui si parlava all’inizio ed evitare che le stesse situazioni diventino poi causa di discussioni utili solo a rovinare la tua vacanza, quella degli altri ed in alcuni casi addirittura l’amicizia. Si può assolutamente evitare! Come?

Beh, senza entrare nel dettaglio su come dividersi i ruoli in certi casi (dovrebbe essere semplice dopo una certa età), elenchiamo le regole non scritte, quelle generate esclusivamente dal solito buon senso e da anni di sana convivenza:

  • chi cucina, non lava i piatti
  • chi non lava, cucina, aiuta a cucinare o aiuta ad apparecchiare e sparecchiare
  • chi non aiuta in cucina, lava i piatti
  • chi non fa nulla, trovi qualcosa da fare per favore. Ad esempio pulire i bagni o quando serve la barca. Si può occupare altrimenti della cassa comune, di fare la spesa o di aiutare nelle manovre di ormeggio.
  • chi è stato alle vele magari durante una notturna o chi ha aiutato ad ormeggiare (magari allestendo le cime a terra – parleremo in seguito anche degli ormeggi), merita di riposarsi
  • se non vuoi fare proprio nulla, sappi che oltre allo skipper, puoi chiedere (e pagare) una hostess o steward a bordo. E passa la paura.

E quando svuoti il frigo, ricordati di riempirlo; se scendi sotto coperta (e non incappi prima nel “già che sei lì”), chiedi se qualcuno ha bisogno di qualcosa. È davvero facile, credimi. I litigi a bordo, in fondo, sono un incubo solo di chi non sa o non vuole vivere bene, rispettare se stesso e soprattutto gli altri.

In una vacanza in barca quindi non serve avere chissà quale esperienza nautica, ma solo del gran buon senso. Anzi, oserei dire che sono molto più utili persone di questo genere, perché a bordo quanto meno uno che governa la barca c’è sempre e sa come farsi aiutare quando serve.

Tutto il resto vedrai che sarà solo puro piacere, un’esperienza unica e memorabile, quel pezzo di vita che porterai per sempre nel cuore. Adatta a chiunque voglia divertirsi e rilassarsi ma anche a chi desidera scoprire e imparare i piaceri della navigazione, con il pretesto quindi un giorno di essere un futuro comandante.

Se ti è piaciuto, condividilo subito con i tuoi amici.

Se hai dei commenti, meglio ancora.

Se hai voglia, torna a trovarci… perché non finisce qui.

Se vai per mare… Saidisale. E se vai sul lago… pure 😉 Lo spirito è sempre quello!

Ciao, a presto.

Saidisale

Aldo Lavezzo

Navigo da oltre 10 anni nel Mediterraneo, dalle Porquerolles al Dodecanneso e dalle latitudini polari delle isole Lofoten alle Seychelles. Circa 10mila miglia di pura passione e divertimento su barche da charter o armatoriali. Nella vita mi occupo di comunicazione ma per non perdere mai il contatto con il mare, ho un blog che parla di come si vive la vita a bordo di una barca a vela: saidisale.com ma anche di come si vive la vita, dal punto di vista del mare.
Aldo Lavezzo

Latest posts by Aldo Lavezzo (see all)