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Capita a volte di constatare che il deflusso dell’acqua di scarico dei lavandini del bagno e della cucina sia estremamente lento: questo implica che la schiuma e le altre impurità non vengano trascinate via dall’acqua, ma anzi si depositino sul fondo del lavello. Problema non grave, ma davvero fastidioso.

Ho studiato la questione e ho risolto con la modifica riportata di seguito:

Normalmente, il tubo di scarico del lavello è vuoto (o meglio, pieno di aria) dal tappo fino alla linea di galleggiamento ovvero fino a poco sopra la valvola del passascafo.

Quando l’acqua deve defluire nel tubo di scarico del lavandino, trova una bolla d’aria che fa da tappo e rallenta lo svuotamento del lavandino stesso.

Il peso della poca acqua presente non è sufficiente a spingere fuori la bolla d’aria; ecco perché l’acqua defluisce lentamente, poco alla volta insieme all’aria.

Il problema può essere notevolmente attenuato creando una via alternativa per l’aria, che, invece di dover essere spinta fuori fino alla presa a mare, può così tornare a monte liberamente.

Tecnicamente si tratta di inserire un raccordo a T prima della valvola della presa a mare, creare sul lavello un foro che funge anche da troppo pieno e collegarlo con un tubo al raccordo a T.

Anche con la modesta pressione creata da pochissima acqua nel lavandino, l’aria presente nel tubo di scarico può defluire nel nuovo tubo installato, eliminando il fastidioso problema.

 

L’acqua va via velocemente, trascinando nel gorgo ogni sporcizia.

 
Giuseppe Accardi

Giuseppe Accardi

Giuseppe Accardi, classe 1953, Ufficiale di navigazione, Yachtmaster Off-shore, istruttore RYA e Principal del RYA Training Centre “Universo Mare”.
Inizia a navigare dal 1967 sulla barca del padre, l’8 msI Bamba del 1927 Cant. Baglietto..
Nel 2004 fonda l’associazione U.N.I.C.A. Unione Nazionale Imprenditori Charter Nautico Associati e nel 2012 l’associazione Universo Mare per lo sviluppo della Nautica da diporto.
È autore di diversi libri editi da “Il Frangente” su normativa nautica, sicurezza e comunicazioni radio marittime.
Giuseppe Accardi

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