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Finita la stagione delle gioie, inizia quella dei dolori.

Chi dovrà allontanarsi dalla propria amata per parecchi mesi spesso ha la necessità di tirarla in secco e provvedere alle operazioni di invernaggio.

Vediamole una per una.

• Togliere le vele
Sembra una cosa ovvia, ma non tutti provvedono e poi i danni si traducono in vele strappate o invecchiate inutilmente.

• Lavare il circuito di raffreddamento motore con acqua dolce (spurgata finale e giro di anticalcare)
Approfittiamone quando la barca è ancora in acqua; è tutto più semplice e il cantiere non avanza problemi: in secco le vibrazioni potrebbero creare pericoli per la stabilità della barca sull’invaso.

• Aspirare oli e antigelo
Essendo il motore caldo per via del lavaggio effettuato, approfittatene subito per aspirare l’olio motore. Provvedete anche per l’olio invertitore e, già che ci siete, togliete anche il vecchio antigelo.

• Fare il tagliando
Si potrebbe rimandare l’operazione a inizio stagione, ma non ne vale la pena: gli oli sono in giro, le mani sporche, per cui conviene fare tutto in una volta e non pensarci più. Cambiate anche la girante che, dato il costo di quelle compatibili, è bene non rischiare. Verificate e, se necessario, sostituite l’anodo sacrificale (laddove il motore ne sia dotato).

• Fare il tagliando fuoribordo (motore tender o ausiliario)
Valgono le stesse cose dette per il motore principale: togliete gli oli ed effettuate il tagliando.

• Pulire il tender
Prestate molta attenzione in questa fase: alla fine, soprattutto per chi fa tanta rada, è forse l’elemento più importante per il vacanziero o per il “liveaboard”.

• Pulire l’opera viva
Di solito i rimessaggi offrono il servizio di pulizia carena tramite loro idropulitrice: è efficace, ha un costo accettabile, ma ha il difetto di una potenza non sempre ben modulata. Quindi, se potete, fate da soli con un’idropulitrice da hobby. Controllate ed eventualmente sostituite gli zinchi, collegate elettricamente lo scafo a terra e pulite l’elica.

• Alimentazione di terra
Evitate di attaccarvi alla 220 per troppo tempo o senza un isolatore galvanico: vi portereste dentro casa la “sporcizia elettrica” del marina, poiché tutte le barche utilizzano un’unica terra.

• Pulire o rabboccare i serbatoi gasolio
Se vi viene comodo farlo, è buona norma pulire i serbatoi. Se sono dotati di un filtro decantatore adeguato, basta riempirli bene, così da limitare la quantità d’aria causa di condensa e quindi acqua nel gasolio.

• Pulire i serbatoi di acqua dolce
Utilizzate l’autoclave per svuotare tutti i serbatoi dell’acqua dolce; finite lo svuotamento con una pompa manuale e infine con spugne e stracci assorbenti da cucina puliti. Asciugate il tutto e lasciate i tappi chiusi, ma un po’ allentati, di modo da garantire un minimo di ricircolo dell’aria ed evitare la formazione di cattivi odori. Nel caso vogliate perfezionare il lavoro, fate circolare prima un po’ di liquido disinfettante privo di cloro. Se presente a bordo, svuotate anche il boiler di tutti i suoi liquidi (antigelo e acqua).

• Lavare e stivare le vele
O ve ne occupate voi con attenzione e diligenza oppure delegate affidandovi a una veleria. In ogni caso, fatelo: le vele e il portafogli alla lunga vi ringrazieranno. Se provvedete da soli, tanta acqua e sapone di marsiglia. E un’asciugatura profonda.

• Invernaggio del dissalatore
Se presente a bordo, attenetevi alle istruzioni del produttore: non dimenticate che il filtro a carboni attivi ha una durata chimica di 6 mesi.

• WC
La soluzione migliore, ma anche più impegnativa, è di smontare la pompa e pulire bene ogni componente. L’alternativa è di far girare il circuito con acqua dolce e poi lasciare il vaso pieno a 1/3 prima di andar via.

• Passare i testimoni e lavare le manovre
Se le vele sono il vostro motore, le manovre fisse sono i suoi comandi, per cui bisogna prestar loro analoga importanza. Passate i testimoni e tirate giù tutte le drizze. Infine, lavate drizze e scotte con acqua e sapone con ammorbidente, anche in lavatrice, con l’accortezza poi, una volta asciutte, di addugliarle e chiuderle in federe di cuscino oppure sacchi di rete o plastica.

• Mettere a riposo ancora e catena
Scaricate il gavone dell’ancora e riponete su un cavalletto catena e ancora: lavate il tutto con acqua abbondante. Solitamente in secco si hanno a disposizione un cavalletto o un tronco d’albero appeso alle gallocce di prua su cui far riposare ancora e catena fino al giorno del varo. In alternativa, si può issare nuovamente tutto a bordo con il verricello e riporre la catena nel suo gavone di pertinenza a prua e l’ancora armata sul suo musone.

• Pulire il salpa ancora
Lavate bene e smontate il barbotin per verifica. Pulite con un po’ di gasolio o WD40 l’eventuale sporcizia, ingrassate leggermente e rimontate; infine, verificate il livello dell’olio.

• Pulire il frigorifero
Spegnete il frigo e una volta sbrinato usate acqua e aceto, proprio come fareste con quello di casa. Lasciatelo poi semi aperto per evitare cattivi odori durante la pausa invernale.

• “Pellicolare” l’elettronica
Togliete le batterie da ogni apparato elettronico che avete a bordo e applicate la pellicola da cucina (tipo Domopak) sia sugli strumenti sia sulle pile appositamente stretchate insieme, pronte a essere rimontate senza fare confusione. Stessa cosa per torce, torcette e ogni oggetto che abbia una batteria smontabile.

• Elettricità a bordo: batterie – staccabatterie – acqua – solari – eolico
Staccate tutte le utenze mettendo su “0” lo staccabatterie, scollegate le batterie, staccate la 220v e l’acqua, riponendo cavo e manichetta svuotata nel gavone. Coprite i pannelli solari (oppure lasciateli attivi, ma collegati alle batterie) e smontate le pale dell’eolico coprendo il corpo, per proteggerlo contro le intemperie.

• Chiudere il gas!
Non dimenticate di chiudere la valvola del gas esterna sulla bombola e interna, se l’avete.

• Allentare la… tensione
È buona norma “scaricare” un po’ le manovre fisse. C’è chi procede anche ad allentare le sartie togliendo un giro agli arridatoi e chi invece si accontenta solo di farlo al paterazzo, così da ammorbidire l’albero. Nel caso dello strallo di poppa non basterà chiaramente un solo giro, quindi svitate fino a quando si alleggerisce la tensione: né teso, né in bando.

• Spagliolare
Intuitivo e logico, lasciate respirare la barca in vostra assenza.

• Check finale
Importantissimo aver redatto una checklist all’inizio dell’invernaggio e spuntarla prima di abbandonare la nave, altrimenti potreste dimenticare qualche passaggio fondamentale che richiederebbe altro tempo non preventivato o, peggio, la riapertura del cagnaro o, peggio ancora, l’impossibilità di effettuare la manutenzione (ad esempio, il lavaggio motore con acqua dolce, assolutamente vietato e sconsigliato da fare in secco). In allegato all’articolo, trovate un esempio di checklist che potreste utilizzare.

• Usare il cagnaro
Siete certamente dei bravi e premurosi armatori se avete anche fatto realizzare una copertura conosciuta come “cagnaro”: quindi usatela.

• Chiudere i “pertugi”
Non dimenticate di chiudere tutte le valvole di bordo e di tappare le prese a mare dall’esterno con pezzi di tessuto, da infilare con un cacciavite. Così eviterete che topi e vespe mettano su casa in ogni pertugio presente.

• Salutare
Se avete resistito fin qui e avete fatto tutto da soli, potete stringervi sul serio la mano e salutare con affetto la vostra amata barca. Buoni invernaggi a tutti e per qualsiasi domanda, approfondimento o curiosità non esitate a contattarmi!

 

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Scarica da qui la Checklist di tutti i punti!

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Giampaolo Gentili

Giampaolo Gentili vive in barca e naviga principalmente in Egeo dal 2008.
Scrittore e fotografo, collabora con vari media e svolge corsi sul "cambio vita" e gestione della barca, da cui il sito sailyx.com.
E' autore del libro "Si può fare – Come vivere un vita da sogno con 500€ al mese" e di vari saggi e mini ebook inerenti la vela.
Giampaolo Gentili